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Nel cuore delle feste: oltre la solitudine, per crescere

Siamo nel cuore delle feste di fine anno. In mezzo a quest’atmosfera di divertimento e riposo abbiamo avuto modo di incontrarci con parenti, amici. Accanto ad affetti sinceri e ritrovate amicizie e momenti di gioiosa condivisione, non manca un certo senso di vuoto, solitudine e sordo malessere a cui non riusciamo a dare un nome: perché questo “ospite” dentro di noi? Quanto ci pesa? Quali silenzi gridano dentro di noi?

Accade di sentirsi soli anche in contesti “affollati”; un malessere sottile con cui magari non abbiamo ancora fatto i conti, a cui non sappiamo dare un volto, che vive dentro di noi anche soltanto pronunciando la parola “auguri” rivolta a gente che non abbiamo visto da tanto tempo, davanti alla rilassatezza, al buon cibo, a momenti di festa e di gioia.

Cosa fare davanti a questa situazione? Innanzitutto non allarmarci, ma ascoltarci. Approfittare del tempo di festa per ascoltarci, per far emergere quel malessere che sentiamo dentro, per comprendere come superarlo, come possa diventare un’opportunità, se ben interpretato.

Se non ascoltiamo la domanda che sale da noi, rischiamo di non capire il reale bisogno che è scritto dentro di noi. Dunque, nel tempo della festa, una rigenerazione vitale: non lasciamoci attraversare da questi momenti, ma approfittiamone per crescere ancora di più, migliorarci, cercando di iniziare anche un percorso, se il caso, con un buon sostegno terapeutico.
Buone feste ancora a tutti!

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