Alla vigilia della riapertura delle scuole, ancora una volta vogliamo sottolineare l’importanza della neurodiversità. Una condizione che può essere rappresentata dall’autismo, dall’ADHD e da altre neurodivergenze che non dovrebbero essere considerate semplicemente come difficoltà da gestire, ma come caratteristiche individuali che richiedono attenzione, risposte educative adeguate e comprensione.
Nella consapevolezza che la neurodiversità è una manifestazione differente del funzionamento cognitivo umano, bisogna superare la logica del modello della “normalizzazione” dello studente e promuovere, invece, un ambiente capace di accogliere differenti modalità di apprendimento, di partecipazione e anche di comunicazione.
In questo percorso la figura del docente assume un’importanza radicale, perché i termini dell’accoglienza, della sensibilità e della disponibilità personale passano attraverso l’insegnante. Con uno sguardo attento alla persona, con l’utilizzo degli strumenti e delle strategie didattiche adeguate, un docente che ascolta, osserva e si mette in discussione può contribuire a trasformare davvero la diversità da possibile ostacolo a occasione.
Tutto questo nel quadro del riferimento normativo vigente e con l’ausilio e il supporto di una formazione adeguata anche per il personale docente e per gli educatori.
Indaco lo spazio che cura, a Colleferro, si propone appunto come un centro pronto anche a questo servizio, mettendosi nella condizione di aiutare i docenti che lo desiderano, a formarsi, per venire incontro alla cultura dell’accoglienza della neurodiversità nelle scuole.
Vogliamo promuovere una responsabilità condivisa: costruire una scuola attenta vuol dire, dunque, mantenere viva questa consapevolezza sulla neurodiversità, per il bene di genitori, educatori, docenti e ovviamente i nostri ragazzi. È quello che noi auspichiamo ed è l’impegno costante di Indaco lo spazio che cura.

