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DSA e regressione estiva: si dimentica tutto durante le vacanze?

È una preoccupazione legittima quella di genitori con bambini e ragazzi caratterizzati da Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA), per cui ci si chiede se la lunga pausa estiva possa compromettere i progressi scolastici raggiunti durante l’anno.

È importante sapere che non si “dimentica tutto” nel giro di poche settimane. Piuttosto, può verificarsi una temporanea riduzione della fluidità in alcune abilità, soprattutto se non vengono esercitate per un lungo periodo.

La cosiddetta regressione estiva riguarda tutti gli studenti, anche se nei ragazzi con DSA può essere più evidente. Lettura, scrittura e calcolo sono le competenze che tendono ad “arrugginirsi” maggiormente: la lettura può risultare meno scorrevole, l’ortografia più incerta e alcune procedure matematiche meno automatiche.

Tuttavia, le conoscenze acquisite e le strategie di apprendimento consolidate non vengono perse e, nella maggior parte dei casi, vengono recuperate rapidamente con la ripresa delle attività scolastiche.
Per questo motivo, durante l’estate non è necessario trasformare le vacanze in una prosecuzione della scuola.

È sufficiente mantenere un contatto leggero e piacevole con l’apprendimento attraverso la lettura di libri o fumetti scelti in base agli interessi del ragazzo, piccoli giochi di logica, attività quotidiane che coinvolgano il calcolo e occasioni di scrittura spontanea. Anche l’utilizzo degli strumenti compensativi, quando necessari, contribuisce a mantenere vive le competenze acquisite.

Le vacanze rappresentano soprattutto un momento prezioso per recuperare energie, vivere nuove esperienze e rafforzare il benessere emotivo. Un equilibrio tra riposo e brevi attività di mantenimento permette di affrontare il nuovo anno scolastico con maggiore serenità, evitando che la pausa estiva diventi motivo di preoccupazione.

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