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Funzioni esecutive e DOP: quando dietro l’opposizione c’è qualcosa in più

Quando un bambino si oppone, discute, si arrabbia o fatica ad accettare una regola, è facile pensare che lo faccia semplicemente perché “non vuole”. Ma a volte dietro a quel comportamento può esserci qualcosa di più.

Le funzioni esecutive sono quelle capacità che ci aiutano a gestire il nostro comportamento nelle situazioni di tutti i giorni: fermarci prima di reagire d’impulso, ricordare una regola, cambiare attività, adattarci a una situazione diversa da quella che avevamo immaginato e riuscire a portare avanti ciò che ci viene richiesto anche quando non ne abbiamo voglia.
Queste capacità si sviluppano gradualmente durante l’infanzia e possono essere più difficili da utilizzare quando un bambino è stanco, frustrato o molto arrabbiato.

Nei bambini con Disturbo Oppositivo Provocatorio (DOP) possono emergere alcune difficoltà nelle funzioni esecutive, in particolare nel controllo degli impulsi, nella memoria di lavoro e nella flessibilità cognitiva. Questo non significa, però, che il DOP dipenda semplicemente da un problema nelle funzioni esecutive. Ogni bambino ha la sua storia e il suo modo di reagire alle situazioni.

Pensiamo, ad esempio, a quando arriva il momento di spegnere la console e andare a cena. Il bambino non vuole interrompere il gioco, protesta, l’adulto insiste e la situazione può rapidamente degenerare. La regola la conosce, ma in quel momento deve anche riuscire a gestire la frustrazione, fermarsi, interrompere qualcosa che gli piace e passare a quello che gli viene chiesto.

Quando la rabbia cresce, tutto questo può diventare molto più difficile.
È qui che diventa importante anche il rapporto tra funzioni esecutive e regolazione delle emozioni. Un bambino può sapere benissimo che cosa dovrebbe fare, ma non riuscire a farlo proprio nel momento in cui è più arrabbiato. Non è necessariamente una questione di non conoscere la regola: può essere una difficoltà nel riuscire a metterla in pratica quando l’emozione prende il sopravvento.

Anche la flessibilità cognitiva può avere un peso. Accettare che un gioco sia finito, che una richiesta non possa essere esaudita o che le cose non vadano come avevamo immaginato non è sempre facile.
Per questo, davanti a un comportamento che ci mette in difficoltà, può essere utile provare a cambiare prospettiva. Oltre a chiederci “Perché lo fa?”, possiamo chiederci: “Che cosa sta facendo fatica a gestire in questo momento?”

Il supporto psicologico può aiutare il bambino a sviluppare una maggiore capacità di autoregolazione e, allo stesso tempo, accompagnare i genitori nella comprensione di ciò che accade, aiutandoli a riconoscere i comportamenti più problematici e a trovare modalità di intervento più efficaci.

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