La dipendenza emotiva da distrazione digitale è una condizione in cui una persona usa in modo compulsivo i dispositivi e i contenuti digitali — smartphone, notifiche, videogiochi, navigazione sui siti — per regolare le proprie emozioni, sovente in maniera inconsapevole, evitando disagi o riempiendo vuoti emotivi.
Dunque, è qualcosa che negli ultimi anni, con l’avvento e la diffusione dei dispositivi tecnologici, dell’intelligenza artificiale e dell’uso massiccio della rete, comporta un nuovo modo di relazionarsi con sé stessi e con gli altri. E quindi quelli che erano strumenti come i social media, appunto, di socializzazione — come dice la parola stessa — poi si trasformano in vere e proprie strutture a cui delegare e in cui relegarsi a livello emotivo, per stimolare la propria attenzione e il proprio livello di dopamina.
Infatti, lo smartphone viene utilizzato per calmarsi, distrarsi e non sentire emozioni spiacevoli: questo è uno dei segnali tipici dell’affidarsi alla stimolazione digitale continua, che comporta anche la difficoltà di trovarsi da soli o nel silenzio senza stimoli digitali. Ci si ritrova poi con una stanchezza mentale dovuta a un’eccessiva iperconnessione, con un calo dell’attenzione, un aumento dell’irritabilità e un’apatia offline.
Capiamo bene, quanto un certo atteggiamento possa impattare in particolare sui più giovani, per i quali sempre più si registra un uso considerevole degli strumenti tecnologici e dei dispositivi digitali.
In questi anni abbiamo sentito parlare di brain rot, cioè di tutti quei contenuti “immondizia”, alla lettera, che svuotano le nostre capacità cerebrali e le nostre capacità di immaginazione. Quindi, davanti a un sovraccarico mentale, a uno stress cronico dovuto all’uso eccessivo e allo scrolling continuo della tecnologia, cosa fare?
Nelle situazioni in cui ci sono effetti conclamati e in cui si rileva, nel lungo periodo, una ridotta capacità di concentrazione, un peggioramento dell’autostima, relazioni più superficiali e una disconnessione dai bisogni e dalle emozioni reali, è bene rivolgersi a uno specialista.
Con un adeguato aiuto terapeutico, sempre più attento alle svolte epocali in atto, si può intervenire per migliorare la consapevolezza emotiva e regolare l’uso di dispositivi digitali. Senza demonizzare la tecnologia, ma per ritrovare un sano rapporto mentale con sé stessi.

