È domanda ricorrente in molti genitori, giunti alla seconda metà dell’estate, se e come i nostri ragazzi si siano preparati e sono pronti ad iniziare l’anno scolastico nel migliore dei modi.
Una questione che si fa ancora più urgente per quanti presentano Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA). Per un bambino con dislessia o disgrafia, tuttavia, la pausa estiva può diventare un’occasione per mantenere alcune competenze attive e arrivare a settembre più sereni, senza trasformare, quel che resta dell’estate, in una lunga serie di compiti.
L’obiettivo non è “recuperare” a tutti i costi, ma trovare un equilibrio tra riposo, gioco e piccole attività quotidiane.
La lettura può essere proposta in modo piacevole e condiviso. Bastano anche pochi minuti al giorno, scegliendo libri vicini agli interessi del bambino. Si può leggere insieme, alternarsi nella lettura oppure utilizzare un audiolibro, seguendo contemporaneamente il testo. In questo modo si mantiene il contatto con la lettura senza aumentare fatica e frustrazione.
Durante l’estate molte attività possono diventare occasioni di apprendimento: preparare una ricetta, leggere un menù, organizzare una valigia, seguire una mappa, raccontare una gita o giocare con le parole. Sono esperienze semplici che allenano comprensione, memoria, linguaggio e capacità di seguire istruzioni senza sembrare compiti scolastici.
La scrittura può richiedere molto impegno a un bambino disgrafico. Per questo non è sempre utile aumentare le pagine da scrivere, ma privilegiare attività brevi e piacevoli, come disegnare, costruire, modellare o ritagliare.
La migliore preparazione alla scuola non è fare più esercizi, ma ridurre la fatica inutile e mantenere vivo il piacere di imparare.
Un’estate così equilibrata può aiutare il bambino con DSA a tornare a scuola più sicuro, motivato e pronto ad affrontare il nuovo anno.
