Settembre si avvicina e sta per iniziare un nuovo anno scolastico. Per un adolescente con DSA (Disturbo Specifico dell’Apprendimento) può essere utile verificare se il modo in cui ha imparato a studiare possa essere ancora adeguato alle richieste che verranno.
La scuola, infatti, cambia progressivamente: aumentano la quantità e la complessità dei contenuti, le materie diventano più articolate, i testi più lunghi e il ragazzo viene chiamato a gestire sempre più autonomamente tempi, materiali e scadenze.
Una strategia che funzionava bene tempo prima, può quindi risultare insufficiente.
Un metodo efficace per affrontare un testo breve o un numero limitato di argomenti, può diventare meno funzionale quando occorre studiare molte pagine, selezionare le informazioni principali, creare collegamenti tra concetti diversi e preparare contemporaneamente più verifiche.
Anche gli strumenti compensativi, pur rimanendo importanti, possono richiedere un utilizzo più consapevole e articolato. L’adolescente deve progressivamente imparare, non soltanto a usare uno strumento, ma a capire quando e come utilizzarlo.
Rivolgersi, in questo caso, a un terapeuta competente non significa necessariamente che il DSA sia “peggiorato”. Può invece essere l’occasione per comprendere meglio quali siano oggi le difficoltà, verificare se le strategie adottate siano ancora adeguate e individuare modalità di lavoro più efficaci e realistiche in vista della nuova fase scolastica.
Crescere, quindi, non significa semplicemente dover fare di più, ma imparare in modo diverso. Una prospettiva educativa che non appartiene e non riguarda solo i nostri adolescenti, ma anche genitori, docenti ed educatori.
