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Perché evitare ciò che ci spaventa alimenta l’ansia

Quando proviamo ansia o paura, la reazione più naturale è evitare ciò che ci mette a disagio. Nell’immediato funziona: appena ci allontaniamo dalla situazione temuta, il corpo si rilassa e sentiamo sollievo. Il problema è che proprio questo sollievo ci “insegna” e ci fa credere che evitare sia la strategia giusta: il risultato è che la paura non solo non diminuisce, ma tende a rafforzarsi nel tempo.

Ogni volta che evitiamo qualcosa che ci spaventa, non sapremo mai se quel pericolo sia reale o sopravvalutato. Di conseguenza, la situazione resta nella nostra mente come una minaccia, spesso ancora più grande di prima. Si crea così un circolo vizioso: più evitiamo, più la paura cresce; più la paura cresce, più siamo portati a evitare.
Al contrario, quando affrontiamo gradualmente le situazioni temute, scopriamo che l’ansia, pur essendo spiacevole, tende a diminuire anche restando lì e che spesso le conseguenze immaginate non si verificano. In questo modo il cervello impara qualcosa di nuovo e la paura perde progressivamente forza.

Affrontare ciò che temiamo non significa buttarsi subito nella situazione più difficile, ma procedere per passi, costruendo piccole esperienze di successo. È importante anche ricordare che il coraggio non è assenza di paura: è agire nonostante la paura. Non bisogna aspettare di sentirsi pronti, perché la sensazione di sicurezza arriva dopo l’azione, non prima.
Prenderne consapevolezza è un primo passo per ritrovare il giusto benessere.

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